Dopo una sessione intensa, probabilmente avete già provato quella fatica che non passa nonostante il riposo. Spesso, il problema non deriva dal volume di allenamento, ma da ciò che si trova nel piatto. L’alimentazione sportiva condiziona direttamente la qualità dello sforzo e la velocità di recupero, sia che si pratichi corsa, sollevamento pesi o uno sport di squadra.
Deficit energetico relativo: la trappola sconosciuta della nutrizione sportiva
Mangiare meno per essere più leggeri, più veloci, più asciutti: questa logica attrae molti praticanti. Tuttavia, può innescare una serie di disfunzioni riunite sotto il nome di RED-S (deficit energetico relativo nello sport).
Il consenso del Comitato Olimpico Internazionale pubblicato nel 2023 nel British Journal of Sports Medicine descrive il RED-S come un insieme di perturbazioni ormonali, ossee, immunitarie e psicologiche. Colpisce sia le donne che gli uomini, contrariamente a un’idea preconcetta tenace.
Il problema non si riduce a una soglia calorica universale. La durata del deficit, la sua intensità e il contesto individuale contano tanto quanto il numero di calorie mancanti. Un atleta amatoriale che svolge sessioni di intervallo riducendo le porzioni si espone agli stessi rischi di un atleta di alto livello in restrizione prolungata.
Per approfondire le basi di una nutrizione adatta a ogni profilo sportivo, la pagina nutrizione di Sport Academy dettaglia i grandi principi da rispettare in base alla vostra disciplina e ai vostri obiettivi.
Carboidrati, proteine e lipidi: adattare le proporzioni allo sforzo

I tre macronutrienti non hanno lo stesso ruolo a seconda del momento della giornata sportiva. Comprendere la loro funzione permette di regolare ogni pasto senza cadere nella rigidità di una dieta standardizzata.
Carboidrati e riserve energetiche muscolari
I carboidrati costituiscono il carburante principale del muscolo durante uno sforzo prolungato. Riso, pasta, pane integrale, patate dolci: questi alimenti ricostituiscono le riserve di glicogeno. Un pasto ricco di carboidrati complessi dovrebbe essere consumato idealmente due o tre ore prima dello sforzo, per dare tempo alla digestione.
Durante l’esercizio, oltre un’ora di attività continua, un apporto di carboidrati semplici (frutta secca, composta, bevanda energetica) mantiene il livello di energia e ritarda la fatica.
Proteine e ricostruzione muscolare
Le proteine intervengono principalmente dopo lo sforzo. Forniscono gli aminoacidi necessari per la riparazione delle fibre muscolari sollecitate. Pollame, uova, pesce, legumi, latticini: variare le fonti di proteine copre uno spettro più ampio di aminoacidi.
Avete mai notato indolenzimenti inusualmente lunghi dopo una sessione? Un apporto proteico insufficiente nelle ore successive allo sforzo è spesso la causa.
Lipidi: un ruolo sottovalutato
I lipidi partecipano all’assorbimento di alcune vitamine, alla produzione ormonale e alla protezione delle articolazioni. Olio d’oliva, avocado, frutta secca, pesci grassi forniscono acidi grassi di buona qualità. Eliminare i grassi da una dieta sportiva indebolisce il sistema ormonale e può aggravare un deficit energetico relativo.
Idratazione sportiva: perché bere troppo può essere un problema
La consueta indicazione di bere “il più possibile” è oggi messa in discussione. Le raccomandazioni recenti privilegiano un’idratazione personalizzata, calibrata sulla durata dello sforzo, sulla temperatura ambiente e sulla sudorazione reale di ogni persona.
Bere in modo eccessivo durante uno sforzo prolungato può diluire la concentrazione di sodio nel sangue. Questo squilibrio, chiamato iponatriemia, provoca nausea, mal di testa, fino a complicazioni gravi durante maratone o lunghe escursioni.
Un indicatore semplice: il colore delle urine rimane il miglior indicatore del livello di idratazione. Una tonalità giallo pallido indica un buon equilibrio. Un’urina completamente trasparente dopo lo sforzo può segnalare un consumo eccessivo di acqua.
- Prima dello sforzo: bere regolarmente nelle due ore precedenti, a piccoli sorsi, senza forzarsi.
- Durante lo sforzo: adattare la frequenza alle condizioni climatiche e all’intensità, puntando a qualche sorso ogni quindici o venti minuti.
- Dopo lo sforzo: compensare le perdite con acqua leggermente mineralizzata, accompagnata da una fonte di sodio se la sessione è stata lunga e la sudorazione abbondante.

Integratori alimentari per sportivi: cosa verificare prima di acquistare
Il mercato degli integratori alimentari destinati agli sportivi è vasto, ma la loro regolamentazione rimane limitata. In Francia, questi prodotti non beneficiano di un’autorizzazione alla commercializzazione comparabile a quella dei farmaci. La qualità dipende quindi in larga misura dal produttore e dalla sua tracciabilità.
Un punto di attenzione riguarda il rischio di doping involontario. La norma europea NF EN 17444 mira a limitare la contaminazione degli integratori da sostanze vietate. Verificare che il prodotto rispetti questa norma, o che sia certificato da un organismo indipendente, riduce significativamente questo rischio.
- Privilegiare i produttori che forniscono analisi di lotti accessibili al pubblico.
- Diffidare delle affermazioni spettacolari (“guadagno di massa garantito”, “recupero istantaneo”) che non si basano su alcun obbligo di prova precedente.
- Consultare un professionista della salute prima di aggiungere un integratore, soprattutto in caso di trattamento medico in corso.
Nella maggior parte dei casi, una dieta varia e ben distribuita copre i bisogni nutrizionali di uno sportivo regolare senza ricorrere agli integratori. Questi ultimi mantengono un interesse mirato per carenze documentate o contesti molto specifici (altitudine, calore estremo, volume di allenamento molto elevato).
L’alimentazione sportiva non si riduce a un piano fisso applicabile a tutti i profili. Adattare i propri apporti di carboidrati, proteine e lipidi al tipo di sforzo, monitorare la propria idratazione senza eccessi e scegliere i propri integratori con attenzione costituiscono una base solida. Il primo riflesso rimane osservare le proprie reazioni – fatica anomala, recupero lento, infortuni ripetuti – per regolare il proprio piatto prima di cercare soluzioni complicate.



